«Angel on My Mind» (A Cut-up Scrap From a Treasured Old Typescript of Intersection Readings)
Venerdì, 11 Dicembre 1981
… E le stelle nel diario di viaggi … su un banco di nebbia …
… ad oriente tuttavia mi guardò sorridendo e disse che la città e la baia pavimentata di nebbie le erano davvero piaciute, e la prima luce dell’alba orlava …
«Nick?»
«Sì, Nick, Oakland e Alameda.»
… brezza non mitigata dall’oceano nella nebbia che palpita, ampio grasso e solido oceano, e lampioni infinitesimali sulle spiagge …
… niente luna, niente … immiserisce tutto … tutto sembra marea …
… Kelly sorride e corre verso di me, ondeggia quella nebbia, e Kris cammina lungo la spiaggia …
«Sei troppo vicina al mare!»
«Torna…»
… nessun odore, e una serata in compagnia sul mare …
… Kris cammina lungo la spiaggia, una rara luce ammicca fra le colline sull’oceano …
«Kris! Kris!»
«Aiuto!»
«Non c’è nulla. Silenzio radio da Portland durante la notte.»
«E allora?»
… l’ultimo dono del tempo … qualcosa di plumbeo nell’aria, e sul prato con molta erba secca …
… abbagliavano sino a fare male, su di noi …
«Kris! Kris! … danzava distrattamente nella notte, ondeggiava negli aloni dei riflettori, arrancava stancamente verso perle di pioggia, un freddo vapore, confusione, quasi nemmeno una eco di miserabile tormenta …
… spiaggia … Jill corre sulla spiaggia, fari sul luogo del disastro e arrivano le immagini: «Kris! Kris!» … oppure presso un cantiere … «Qui! Kris!»
«Andiamo, Kris, calmati…»
… incontrare così domeniche pomeriggio invernali che tornano di nuovo … Qui, accanto alle onde pigre, alberi folti, case di dive stanche …
… troppo tardi … lei portava un fazzoletto …
«Ho la foto: gelida giornata di sole, bambini che giocano ridendo e gridano: “Rosebud, le macchine del sesso”.»
… troppo tardi … arrivano le immagini …
… ad oriente tuttavia mi guardò sorridendo e disse che la città e la baia pavimentata di nebbie le erano davvero piaciute, e la prima luce dell’alba orlava …
«Nick?»
«Sì, Nick, Oakland e Alameda.»
… brezza non mitigata dall’oceano nella nebbia che palpita, ampio grasso e solido oceano, e lampioni infinitesimali sulle spiagge …
… niente luna, niente … immiserisce tutto … tutto sembra marea …
… Kelly sorride e corre verso di me, ondeggia quella nebbia, e Kris cammina lungo la spiaggia …
«Sei troppo vicina al mare!»
«Torna…»
… nessun odore, e una serata in compagnia sul mare …
… Kris cammina lungo la spiaggia, una rara luce ammicca fra le colline sull’oceano …
«Kris! Kris!»
«Aiuto!»
«Non c’è nulla. Silenzio radio da Portland durante la notte.»
«E allora?»
… l’ultimo dono del tempo … qualcosa di plumbeo nell’aria, e sul prato con molta erba secca …
… abbagliavano sino a fare male, su di noi …
«Kris! Kris! … danzava distrattamente nella notte, ondeggiava negli aloni dei riflettori, arrancava stancamente verso perle di pioggia, un freddo vapore, confusione, quasi nemmeno una eco di miserabile tormenta …
… spiaggia … Jill corre sulla spiaggia, fari sul luogo del disastro e arrivano le immagini: «Kris! Kris!» … oppure presso un cantiere … «Qui! Kris!»
«Andiamo, Kris, calmati…»
… incontrare così domeniche pomeriggio invernali che tornano di nuovo … Qui, accanto alle onde pigre, alberi folti, case di dive stanche …
… troppo tardi … lei portava un fazzoletto …
«Ho la foto: gelida giornata di sole, bambini che giocano ridendo e gridano: “Rosebud, le macchine del sesso”.»
… troppo tardi … arrivano le immagini …
Waves Breaking in August Clouds at Royal-les-Eaux