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Crevice Weeds Writings—«waifs of many a wreck»—motley and fragmentary writings—sketchy and faulty—failed, perhaps—unconfined—along the borders, upon the thresholds and into the chinks of literature, «as foam that the sea-winds fret»…

28 articles avec apparitions

Two Scottish Headless Ghosts

J. Maxwell Wood & John Copland, Reprinted by Alessandro zabini
Two Scottish Headless Ghosts
Two Scottish Headless Ghosts

The Headless Piper of Patiesthorn Note 85, Authority quoted by the Author: Letter from John Copland, Esq., The Studio, Dundrennan. The Ghost of Buckland Glen J. Maxwell Wood, Witchcraft and Superstitious Record in the South-Western District of Scotland, Illustrated from Special Drawings by John Copland, Esq., Dundrennan, Dumfries, J. Maxwell & Son, 1911, pp. 266-272.

«One Black Night in Arcadia»…

Alessandro Zabini
«One Black Night in Arcadia»…
«One Black Night in Arcadia»…

«[…] Let all else go, I keep —As of a ruin just a monolith— Thus much, one verse of five words, each a boon: Arcadia, night, a cloud, Pan, and the moon.» Robert Browning

«Forse si potrebbe ritrarre»… (Cora.XVII)

Alessandro Zabini
«Forse si potrebbe ritrarre»… (Cora.XVII)
«Forse si potrebbe ritrarre»… (Cora.XVII)

Forse si potrebbe ritrarre il volto di un ignoto in forma di costellazione, manifestare il mistero dell’unicità salvandone l’inviolabilità in una figura composta di momenti unici. Forse così potrei comporre l’enigma di Cora. Quale immagine arcana e terribilmente bella a vedersi comporrebbero le tracce che ha lasciato? La Dama di Picche? Una dèa mortale? Come contemplare il mistero di questa bellezza? Perché è stata distrutta? Da chi? Quali tracce… Apparitions Crossway

«Quali tracce»… (Cora.XVI)

Alessandro Zabini
«Quali tracce»… (Cora.XVI)
«Quali tracce»… (Cora.XVI)

Quali tracce ha lasciato Cora? Osservo la fotografia. Il volto di Cora si disegna sullo sfondo del firmamento notturno, in cui, nonostante il riflesso delle luci artificiali, sono visibili gli astri, remoti e inattingibili, misteriosi, che sempre si è cercato di comporre in figure. Forse si potrebbe ritrarre… Raccogliendo e componendo le tracce… Apparitions Crossway

«Raccogliendo e componendo le tracce»… (Cora.XV)

Alessandro Zabini

Raccogliendo e componendo le tracce diventa possibile, forse, costruire immagini enigmatiche da decifrare, le quali, come la persona che ne ha lasciato i tratti, mostrano indirettamente, e celano al tempo stesso, preservandolo, il segreto ineffabile che la persona medesima è. Quali tracce… Si possono forse giudicare… Apparitions Crossway

«Si possono forse giudicare»… (Cora.XIV)

Alessandro Zabini

Si possono forse giudicare fortunati coloro le cui tracce in qualche modo si conservano più a lungo, il cui ricordo in qualche forma sopravvive più a lungo, le cui esistenze sono evocate alla memoria dei sopravvissuti e nell’immaginazione dei posteri? Raccogliendo e componendo le tracce… Forse all’ineffabilità… Apparitions Crossway

«Forse all’ineffabilità»… (Cora.XIII)

Alessandro Zabini
«Forse all’ineffabilità»… (Cora.XIII)
«Forse all’ineffabilità»… (Cora.XIII)

Forse all’ineffabilità occultata dai discorsi e dai gesti, dall’aspetto e dalle azioni, la quale rende ciascuno un enigma, è possibile approssimarsi indirettamente attraverso le tracce che ognuno lascia a testimonianza di sé, della propria esistenza: gli oggetti raccolti e usati, pervasi di passato , e i ricordi delle parole pronunciate, degli sguardi , dei gesti e delle azioni, forse nitidi, forse confusi, di certo difformi nelle memorie altrui. Col tempo , gli oggetti vanno dispersi o distrutti, i ricordi sbiadiscono sino a scomparire insieme a coloro che li conservano: le vite si perdono, le...

«Impossibilità»… (Cora.XII)

Alessandro Zabini

Impossibilità spaventevole? Forse… O forse è la possibilità che l’alterità, l’unicità, si manifestino senza svelarsi, irriducibili: l’ignoto che affiora senza essere spiegato, assumendo una forma unica e insostituibile: come un volto. Forse ogni metamorfosi della vita, unica, inaccessibile, irripetibile, esige una forma: un volto dell’ignoto, come il viso di Cora, mistero che per manifestarsi senza essere negato né violato esige una forma unica, enigmatica. Forse all’ineffabilità… Osservo la fotografia… Apparitions Crossway

«Osservo la fotografia»… (Cora.XI)

Alessandro Zabini

Osservo la fotografia, contemplo Cora. Il suo viso e i suoi occhi celano un mondo, alludono a qualcosa di sublime e di terribile. Forse ogni viso nasconde un segreto, un mondo, un infinito, nessuno identico a nessun altro: mondi innumerevoli, unici, a cui non si può accedere. Nessuno potrà mai conoscere il mio, né io quelli altrui, nell’impenetrabilità assoluta dell’apparenza. Mai potrò conoscere l’infinito di Cora. Impossibilità… Paiono riavvicinarsi, ora… Apparitions Crossway

«Paiono riavvicinarsi, ora»… (Cora.X)

Alessandro Zabini

Paiono riavvicinarsi, ora, le vaghe immagini di donna, ormai remote nella memoria prima di trovare Cora, come se lei fosse la donna dei miei ricordi, destinati ad andare perduti insieme a questo diario… I pensieri di ciascuno, i sentimenti e le emozioni, i timori, i ricordi, tutto ciò ch’è più intimo, non possono essere trasmessi ad altri. Nessun altro può mai conoscerli, neppure nell’intimità dell’amore e dell’amicizia: resta sempre un segreto del tempo, un cuore dell’ignoto, un tesoro sepolto nella memoria, irrecuperabile… Quale tesoro ha lasciato Cora? Osservo la fotografia … Domeniche pomeriggio...

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