«Sono tra le fronde»… (Cora.VI)
Sono tra le fronde che si curvano sul canale. Fra i veli gocciolanti della bruma rivedo Cora che galleggia sull’acqua, nuda, immota, nel sospirare delle piante, la chioma fosca ondulata e sparsa, gli occhi fissi, freddi, spenti nel volto pietrificato. La riconosco. Non la dimentico. La testa si muove, ma non per effetto della corrente, né alcunché la tocca. Ruota lentamente. Mi guarda. Forse sulle labbra freme un sorriso. Gli occhi non sono più fissi, non sono più freddi, non sono più spenti.
Con uno spasmo mi desto. Forse nell’oscurità continuo a vedere il viso, che lentamente dispare scrutandomi.