Emilio Salgari scrittore: 7. La prateria in fuoco
Il tipo di romanzo d’avventura pubblicato sul Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure di terra e di mare ha una struttura ripetitiva, in cui si alternano variamente numerosi elementi ricorrenti: un percorso disseminato di pericoli e di ostacoli che i protagonisti debbono affrontare e superare per sopravvivere e proseguire il viaggio. La partenza e l’arrivo sono meri pretesti: ciò che conta è il tragitto (v. Emilio Salgari scrittore: 9. L’orso). La struttura di Nick of the Woods è simile e vi si adatta bene, tuttavia manca di alcuni elementi, che Salgari decide di introdurre nella linea narrativa della propria riscrittura dopo la fuga dal rudere assediato di Randolfo, Ralph, Mary e Telie, seguita dalla morte di Tom e Forting.
Forse intende ritardare l’imminente cattura dei fuggiaschi. Forse giudica necessaria un’azione più varia e più concitata, anche se i capitoli dell’originale fra i quali li inserisce non sono tra i più lenti e verbosi. Oppure considera che la narrazione costruita traducendo e riassumendo l’originale risulterebbe troppo breve se non fosse rimpolpata in qualche modo. Probabilmente soddisfa innanzitutto una necessità formale.
Il capitolo «La prateria in fuoco» ha appunto la funzione di inserire nella rielaborazione salgariana uno degli elementi mancanti, cioè la catastrofe.
Per questo Salgari si appropria, fin dal titolo, di un racconto di Bénédict-Henry Révoil (1). Naturalmente ne sostituisce l’inizio e la conclusione con brani adeguati a innestarlo nel proprio rifacimento, trascrivendo letteralmente quei passi che gli sembrano efficaci e appropriati. Taglia, sostituisce e modifica parole e frasi per rendere la narrazione concisa e fluida, semplice e incisiva, adeguando il proprio stile ai moduli narrativi tipici del Giornale illustrato, adatti, in quanto traduzioni, alla sua opera di riscrittura, che consiste in gran parte nel tradurre. Così realizza il progetto di offrire ai lettori un prodotto di narrativa avventurosa costruito con i procedimenti e i materiali della letteratura industriale di cui ha adottato il modello.
Note
1. Benedetto Enrico-Révoil: «Il mondo selvaggio: La prateria in fuoco», Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure, Anno I, n. 43, 26 giugno 1879, pp. 338-340, traduzione di Bénédict-Henry Révoil, «Le monde sauvage: La prairie en feu», Journal des Voyages, n. 66, Dimanche 13 Octobre 1878, pp. 210-212.
Nel raffronto: a sinistra, «La prateria in fuoco», di Révoil, con il testo utilizzato da Salgari in grassetto; a destra, «La prateria in fuoco», di Salgari, con le trascrizioni in grassetto, e, in corsivo, le alterazioni e le sostituzioni.
Il testo di Avventure fra le Pelli-Rosse riprodotto nei raffronti è quello dell’edizione Sonzogno 1934, emendato con la correzione di alcune evidenti sviste tipografiche e mediante il confronto con quello dell’edizione Fabbri 2004, a cui rimandano i numeri di pagina, salvo diversa indicazione, per facilitare il confronto e la verifica.
Illustrazioni
Tancredi Scarpelli, in Emilio Salgari, Avventure fra le Pelli-Rosse, Milano, Sonzogno, 1934, pp. 73, 81, 89.
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