Emilio Salgari scrittore: 8. Una strage
Anziché seguire Nick of the Woods, in cui Nathan libera Roland catturato dagli Indiani, Salgari preferisce che non sia Morton a liberare Randolfo, forse affinché il lettore non intuisca che il quacchero è Scibellok. Infatti, dopo aver letto che Nathan ha massacrato gli Indiani, ha raccontato la strage degli Ashburn e si rivela scotennato, è arduo non sospettare che sia Jibbenainosay. Così Salgari assegna il compito di liberare Randolfo a un personaggio di propria invenzione, Diego Camargo, una sorta di «doppio» di Morton, assente in Nick of the Woods come pure nelle versioni francese e spagnola.
Il capitolo «Una strage», trascrizione alterata di un racconto di Bénédict-Henry Révoil (1), sostituisce il massacro della famiglia di Nathan, narrato nel capitolo XXIII di Nick of the Woods, con quello della famiglia Johnson e fornisce così a Diego Camargo—poco più che un nome e una funzione narrativa—motivi abbastanza convincenti per liberare Randolfo e per unirsi a lui nell’impresa di salvare Mary e Telie, rapite dai Comanci, cioè l’odio per gli Indiani e il desiderio di vendetta: in pratica gli stessi motivi di Morton.
La ripetizione del tema della strage, già presentato nei capitoli «Un dramma sanguinoso» e «Un massacro di mormoni», consolida la struttura e la forma del romanzo e ne rafforza i temi principali, ossia la crudeltà degli Indiani e il desiderio di vendetta dei Bianchi. Per accentuare tali temi, Salgari rovescia in un massacro l’«arrivano i nostri» del racconto di Révoil, che precede quello di Ombre rosse e anche quello di Nascita di una nazione, in cui i «soccorritori» sono gli odiosi razzisti del Ku Klux Klan. Da questo eccidio Diego si salva a stento, proprio come Morton dalla «strage del Rio Pecos» (v. Emilio Salgari scrittore: 4. L’attacco delle Pelli-rosse, e Emilio Salgari scrittore: 2. Avventure fra le Pelli-Rosse e Nick of the Woods).
Inoltre le carneficine sono inserite nella riscrittura salgariana come racconti dei superstiti—Diego Camargo e il mormone, Harry Burklay—nei momenti di sosta del viaggio avventuroso dei protagonisti, in modo tale da riempire d’azione anche le pause e sostituire le descrizioni prolisse e i dialoghi verbosi con cui il viaggio nella foresta di Nathan e di Roland è narrato nei capitoli XXII-XXV di Nick of the Woods.
Note
1. B.E. Révoil, «Sulle frontiere», Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure, Anno IV, n. 205, 3 agosto 1882, pp. 386-388, traduzione di Bénédict-Henry Révoil, «Aventures de terre et de mer: Sur les frontières», Journal des Voyages, n. 175, Dimanche 14 Novembre 1880, pp. 290-294.
Nel raffronto: a sinistra, «Sulle frontiere», con il testo utilizzato da Salgari in grassetto; a destra, «Una strage», con le trascrizioni in grassetto e, in corsivo, le alterazioni e le sostituzioni.
Il testo di Avventure fra le Pelli-Rosse riprodotto nei raffronti è quello dell’edizione Sonzogno 1934, emendato con la correzione di alcune evidenti sviste tipografiche e mediante il confronto con quello dell’edizione Fabbri 2004, a cui rimandano i numeri di pagina, salvo diversa indicazione, per facilitare il confronto e la verifica.
Illustrazioni
Tancredi Scarpelli, in Emilio Salgari, Avventure fra le Pelli-Rosse, Milano, Sonzogno, 1934, pp. 65, 57, 129.
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