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Publié par Alessandro Zabini

Emilio Salgari scrittore: 4. L’attacco delle Pelli-Rosse

 

Nel capitolo XIII di Nick of the Woods, Nathan racconta a Roland il massacro della famiglia di John Ashburn, ossia, come si apprenderà in seguito, della sua stessa famiglia. Per sostituire questo episodio, Salgari si appropria di un breve racconto pubblicato sul Giornale Illustrato dei Viaggi e delle Avventure di Terra e di Mare, in cui un colono del West Virginia, Van  Bibber, si tuffa da una rupe nel gorgo sottostante per sfuggire agli Indiani che lo inseguono, mentre la moglie arriva in barca a soccorrerlo, e si salvano entrambi attraversando il fiume. Invece ne «L’attacco delle Pelli-Rosse», il colono, il cui cognome è Bertet e il cui nome non è rivelato, non si salva: già ferito da una fucilata, è accoltellato dagli Indiani e gettato nel fiume da cui è riemerso poco prima, infine la sua famiglia è massacrata. Così Salgari si discosta da Nick of the Woods, in cui la fine di Ashburn non è descritta.

La rupe sovrasta il fiume e il guado che Roland e i suoi compagni raggiungono e attraversano dopo una serie di peripezie, sempre ostacolati dagli Indiani, a cui debbono sfuggire per salvarsi la vita. Oltre a essere il confine e il passaggio fra il territorio dei Bianchi e quello degli Indiani, il fiume e il guado, presso il quale è stata massacrata la famiglia di Nathan, sono il confine e il passaggio fra la prima parte della narrazione e la seconda, in cui Roland, Ralph e il quacchero non cercano più di evitare gli Indiani, anzi, li seguono e si addentrano nel loro territorio, gli uni per liberare Edith e Telie, che sono state rapite, l’altro per concludere la propria missione di vendicatore. Lo stesso avviene in Avventure fra le Pelli-Rosse (v. Emilio Salgari scrittore: 1. Avventure fra le pelli-rosse: Altri materiali).

Varcare il fiume significa dunque iniziare un nuovo percorso: quello della vendetta per Morton, quello della liberazione di Mary e Telie per Randolfo. Sono i due temi fondamentali del romanzo, di cui occupano tutta la seconda parte, e sono anche due temi fondamentali di tutta la narrativa salgariana: vendetta e rapimento.

La «strage del Rio Pecos» anticipa e prepara la seconda parte del romanzo, in cui emergono questi temi fondamentali. Come Nathan e gli altri nella prima parte, Bertet deve sfuggire agli Indiani, e come loro, a metà romanzo, attraversa il fiume presso il guado. Poi, come loro nella seconda parte del romanzo, è sopraffatto dagli Indiani. È ferito mortalmente e gettato in acqua senza essere scotennato.

Il fiume, su cui incombe la rupe, è anche il confine fra la vita e la morte, fra questo mondo e l’aldilà. Morton lo attraversa due volte, due volte vi sprofonda, due volte ne riemerge. La prima volta, quando è Bertet, riemerge dal gorgo in cui si è tuffato per montare sulla barca che sembra condurlo alla salvezza e invece lo traghetta alla morte. La seconda volta riemerge dalle acque e torna dal mondo dei morti, rinato. Dalla morte di Bertet sorge così un redivivo dalla doppia identità: Morton, il quacchero pacifico e mite che rifiuta la violenza, e Scibellok, l’inesorabile vendicatore che strazia le proprie vittime: uno spirito sanguinario proveniente dall’aldilà.

In qual modo sia avvenuta questa trasformazione non è neppure accennato in Nick of the Woods, in cui si scopre soltanto che Nathan è scotennato. Invece il tentativo da parte di Morton di salvare la famiglia dalla strage ripete il doppio attraversamento del fiume, rafforzando l’immagine che simboleggia la doppia identità di colui che è il vero protagonista della vicenda.

Nella seconda parte del romanzo Morton attraversa ancora una volta il fiume, confine con il mondo dei morti, per compiere la propria vendetta e salvare le ragazze rapite. Infine, quando ne torna il vendicatore scompare e lo spirito dei boschi si dissolve. Ancora una volta Morton è trasformato dall’attraversamento del fiume.

 

Emilio Salgari scrittore: 4. L’attacco delle Pelli-Rosse

 

Il breve racconto di cui Salgari si è appropriato per questo capitolo è tratto da un articolo pubblicato anonimo sul Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure, tradotto da un testo del Journal des Voyages (1), che a sua volta traduce, con qualche soppressione e qualche abbellimento, una leggenda nordamericana di cui esistono diverse versioni più o meno fantasiose, pubblicate da numerosi periodici per famiglie e per ragazzi a partire almeno dal 1880 (2), successivamente resa famosa dalle recite della celebre signora Emma Dunning Banks (3), poi apparsa anche in volume (4). Intitolata «Van Bibber’s Rock», e talvolta «Van Bibber’s Leap», questa leggenda racconta un episodio di guerriglia indiana da cui avrebbe preso il nome una rupe che domina un gorgo del Great Kanawha River. È una storia affatto inventata e inverosimile, «indicibilmente sciocca», come ha scritto una discendente di John Van Bibber (5), eppure deriva in qualche modo da alcuni elementi storici. Nel 1773, un gruppetto di topografi che includeva i fratelli John e Peter Van Bibber esplorò la valle del Great Kanawha River, nell’attuale West Virginia, che allora non era colonizzata perché ancora territorio indiano. Per nascondersi a una banda indiana di cui avevano scoperto le tracce, i topografi si accamparono alla base della rupe e rimasero nascosti per alcuni giorni.  Fu allora che John Van Bibber incise il proprio nome nella roccia e fu per questo che in seguito la rupe fu chiamata Van Bibber’s Rock (6).

Il 25 aprile 1790, sulla riva sudorientale del fiume Ohio, circa un miglio a valle della foce del Great Kanawha, durante una spedizione di caccia, un bottegaio venticinquenne di Point Pleasant, Benjamin Eulin, s’imbatté in un gruppo di guerrieri indiani, fuggì e arrivò sulla cima di una rupe, senza più nessuna via di fuga. Allora si gettò di sotto e la sua caduta fu rallentata dai rami degli alberi con cui si scontrò precipitando. Si salvò, pur senza restare illeso, e riuscì a rifugiarsi a casa di Peter Van Bibber, fratello di John, che lo accolse e lo ospitò sino a quando fu guarito (7).

Dunque la leggenda fonde elementi tratti da racconti diversi, accomunati dall’ambiente in cui si svolgono: la rupe, il salto, il fiume, i Van Bibber.

 

Note

1. «Virginia e Kentucky: Storia di Pelli Rosse», Giornale illustrato dei viaggi e delle avventure, Anno X, n. 492, 2 febbraio 1888, pp. 178-179, traduzione di «Virginie et Kentucky: Histoire des Peaux-Rouges», Journal des Voyages, n. 532, Dimanche 18 Septembre 1887, pp. 178-179, firmato A. Bitard, cioè Adolphe Bitard.

 2. Per esempio, Chambers’s Journal, Vol. 57, Edizione 2, Saturday, 18 settembre 1880,  pp. 606-607; Arthur’s Home Magazine, Vol. XLIX, No. 1, January 1881, p. 82; The Youth’s Companion, Vol. LVI, 6 dicembre 1883, p. 513.

3. Emma Dunning Banks’s Original Recitations with Lesson Talks, New York, Edgar S. Werner & Co. 1908, pp. 1-5.

4. Frank H. Sweet, Grandfather’s Tales of Colonial Days, New York, Mc Loughlin Brothers, 1907, pp. 35-50.

5. Mrs. M.W. Donnally, «The Van Bibbers», The West Virginia Historical Magazine, Charleston, West Virginia, West Virginia Historical and Antiquarian Society, Vol. 3, No. 3, July 1903, p. 220.

6. John P. Hale, Trans-Allegheny Pioneers, Cincinnati, The Graphic Press, 1886, p. 70; History of the Great Kanawha Valley, Madison, Wisconsin, Brant, Fuller & Co., 1891, Vol. I, pp. 74, 159; Donnally, «The Van Bibbers», The West Virginia Historical Magazine, p. 220.

7. Hale, Trans-Allegheny Pioneers, p. 273; History of the Great Kanawha Valley, Vol. I, p. 69; W.S. Laidley, History of Charleston and Kanawha County, West Virginia, Chicago, Illinois, Richmnd-Arnold Publishing Co. 1911, pp.. 52, 347; Allan W. Eckert, A Sorrow in Our Heart: The Life of Tecumseh, New York-Toronto-London-Sidney-Auckland, Bantam Books, 1993, pp. 394-395, 893 nota 361.

Emilio Salgari scrittore: 4. L’attacco delle Pelli-Rosse

 

 

Nel raffronto: a sinistra, «Virginia e Kentucky: Storia di Pelli Rosse», con il testo utilizzato da Salgari in grassetto; a destra, «L’attacco delle Pelli-Rosse», con le trascrizioni in grassetto e, in corsivo, le alterazioni e le sostituzioni.

 

Emilio Salgari scrittore: 4. L’attacco delle Pelli-Rosse
Emilio Salgari scrittore: 4. L’attacco delle Pelli-Rosse

 

 

Il testo di Avventure fra le Pelli-Rosse riprodotto nei raffronti è quello dell’edizione Sonzogno 1934, emendato con la correzione di alcune evidenti sviste tipografiche e mediante il confronto con quello dell’edizione Fabbri 2004, a cui rimandano i  numeri di pagina, salvo diversa indicazione, per facilitare il confronto e la verifica.

Illustrazioni

Tancredi Scarpelli, in Emilio Salgari, Avventure fra le Pelli-Rosse, Milano, Sonzogno, 1934, pp. 33, 49, 41.

 

Emilio Salgari scrittore: 3. In mezzo ai boschi

Emilio Salgari scrittore: 5. Un massacro di mormoni (inedito)

Emilio Salgari scrittore: 6. Nella prateria

 

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