Brigit, l’Eminente
Brigit, l’Eminente, apparteneva ai Tuatha Dé Danann. Era figlia di Eochaid Ollathair, il Dagda, e moglie di Bres, l’Audace, e madre di Ruadán, il Rossochiomato.
Brigit, l’Eminente, aveva alcuni animali soprannaturali: Fe e Menn, buoi reali; Torc Triath, re dei cinghiali d’Irlanda; e Cirb, re degli arieti castrati d’Irlanda.
Brigit, l’Eminente, emise il primo lamento funebre d’Irlanda. Quando suo figlio Ruadán fu ucciso dal fabbro Goibniu, ella giunse e lo pianse. Dapprima strillò, infine pianse. Fu allora che si udirono per la prima volta in Irlanda lo strillo e il pianto. E fu lei a inventare il fischio per lanciare segnali durante la notte. Ecco dunque le tre grida demoniache che si udivano dopo il saccheggio in Irlanda: il fischio, il pianto e il lamento funebre.
Brigit, l’Eminente, era la donna dell’arte poetica, la sapiente, la dèa adorata dai poeti, cui donava protezione grande e famosa. Era dunque chiamata dèa dei poeti. Sua sorella Brigit era la donna dell’arte medica e sua sorella Brigit era la donna dell’arte metallurgica. Come lei, entrambe erano figlie di Eochaid Ollathair, il Dagda. Da lei e dalle sue sorelle tutte le dèe d’Irlanda erano chiamate Brigit, l’Eminente.
Era sua la festa di Imbolc, primo giorno di febbraio, all’inizio del periodo in cui le pecore figliavano e allattavano e si celebrava la cerimonia di purificazione all’appressarsi della fine della stagione fredda e si celebravano gli allevatori, i contadini e i pastori.
A lei equivalenti per nome, essenza e attributi erano Briganda, Brigindona, Bergusia, Bergonia e Brigantia, di cui è qui riprodotta un’immagine scoperta nel 1731 a Birrens, nei pressi del Vallo di Adriano.
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