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Publié par Alessandro Zabini




Thou seest the card that falls, — she knows
    The card that followeth:
Her game in thy tongue is called Life,
    As ebbs thy daily breath:
When she shall speak, thou’lt learn her tongue
    And know she calls it Death.

Dante Gabriel Rossetti, The Card-Dealer






Nel gioco d’azzardo, chiunque prima o poi lascia trasparire in qualche modo qualcosa del mondo occulto e misterioso celato dal viso, cui nessuno può mai veramente accedere, se non con sguardi accidentali e fugaci. Chiunque, ma non lei. Formidabile, parlava per enigmi, non fumava, non beveva, non si distraeva. Mai.

Con lei, una partita tranquillamente avvincente si era trasformata in un gioco di vita o di morte. Sembrava capace di divinare l’ignoto delle carte non ancora scoperte e di schiudere le Porte del Sogno, del Caso e del Fato, la fronte misteriosa adorna di un’immobilità quasi oniroide, una sottile frezza grigia e fili d’argento nei capelli neri: il grigio e il nero della cornacchia.

Delle sue forme, del pallido viso impenetrabile e ineffabilmente sardonico, e dei foschi occhi felini, impossibili da dimenticare, tutti gli sguardi, costantemente attratti e distratti, non erano mai sazi. Era impossibile non restarne incantati.
















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