Overblog Tous les blogs Top blogs Littérature, BD & Poésie
Editer l'article Suivre ce blog Administration + Créer mon blog
MENU

Publié par Alessandro Zabini





I Celti, come scrisse Arturo Graf nel suo bellissimo Miti, leggende e superstizioni del medio evo, «ponevano di là dall’Oceano Atlantico il soggiorno dei beati. […] Secondo la dottrina loro, “gli uomini hanno per primo progenitore il dio della morte”», il quale «“dimora in quell’isole estreme, d’onde, secondo l’insegnamento dei druidi, era venuta direttamente una parte degli abitanti della Gallia”», e i morti andavano «“ad abitare di là dall’oceano […] là dove si coricava il sole […] in una regione meravigliosa, che vince di gran lunga, per gioie e seduzioni, questo mondo di qua. Da quel paese misterioso traggono origine gli uomini”.

[…]

«Gaeli e Cimri favoleggiavano di un meraviglioso paese, il quale sorgeva in mezzo all’oceano profondo, e i cui abitatori, bevendo le acque dolcissime della fontana di gioventù, non conoscevano né la vecchiezza, né i morbi.

[…]

«Già fra gli antichi era nata una opinione che poneva in Gallia, o in Brettagna, il regno dei morti. Plutarco ne fa ricordo, attingendo da un ignoto e più antico scrittore. Claudiano, narrando certa navigazione oceanica di Ulisse, già prima narrata da Solino, dice che l’eroe visitò un popolo di ombre su quella estrema parte della Gallia che si protende nell’Oceano, né lascia intendere se alluda propriamente all’ultimo lembo occidentale dell’Armorica, o alla Cornovaglia insulare (“Cornu Galliae”). Procopio dà, in forma più compiuta, il racconto di Plutarco, e narra di una popolazione di marinai, sulle coste settentrionali della Gallia, officio de’ quali era di tragittare di notte tempo le anime de’ morti in Brettagna.

[…]

«Alle genti di razza brettone e gaelica doveva parer naturale di porre l’Inferno, anziché nelle viscere della terra, nelle varie isole mal note e di malagevole accesso, sparse per il burrascoso oceano.

[…]

«A dispetto d’Isidoro di Siviglia, alcuni seguitarono a credere che il Paradiso fosse in quelle Isole Fortunate di cui tanto aveva favoleggiato l’antichità, e dove pure erano stati messi gli Elisii. […] Così, per citare qualche esempio, una delle carte di Marin Sanudo (1306) pone a occidente dell’Irlanda nientemeno che 385 isole beate e fortunate, e sulla mappa di Fra Mauro (1457-9) si trovano le “insule de Hibernia dite Fortunate”. Verso la fine del secolo XV (1471) Grazioso Benincasa segna ancora due gruppi d’Isole Fortunate, l’uno a Ponente dell’Africa, l’altro a ponente dell’Irlanda.

[…]

«L’isola di Avalon, di cui tanto favoleggiarono i poeti e i romanzatori del ciclo arturiano, e dove Artù, mortalmente ferito in battaglia, era, per forza di miracolo, serbato in vita, l’isola di Avalon godeva gli stessi benefizii del Paradiso terrestre.»











Pour être informé des derniers articles, inscrivez vous :
Commenter cet article