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Publié par Alessandro Zabini





In his Un romanzo d’avventura, Alberto Ongaro wrote of his friend Hugo Pratt:

«La notte continuava a conservare la sua strana quiete minacciosa come se fosse appostata in agguato nel cielo. Ma egli quasi sembrava non vederla. Ora i suoi pensieri lo trascinavano all’improvviso verso una lontana notte d’inverno fino ad una bancarella veneziana carica di libri e battuta dal vento come un vecchio mercantile in mezzo a una tempesta. “Castagne, castagne” diceva una voce. L’anno prossimo quando sua moglie avesse avuto la licenza per vendere castagne il libraio avrebbe sistemato un grande braciere accanto alla bancarella e, tra la bancarella e il braciere, una sedia, o forse addirittura una poltrona, dalla quale dirigere al caldo le operazioni di vendita. Ecco, era stato in quella bancarella che aveva trovato Betty Zane e The Last Frontier e Smoke Bellew e forse lo stesso Typee, i libri insomma grazie ai quali aveva avvertito per la prima volta la propria vocazione avventurosa, l’esistenza nella sua anima di un’America indiana e dei mari del Sud e dei deserti del Nevada e dalla Dancalia, così vicini gli uni agli altri, nonostante l’apparente distanza, da costituire una unica immensa regione, un mappamondo mentale dove fiumi mari e foreste vorticosamente ruotavano senza peso, una terra immaginaria dalla quale si poteva anche pensare di essere nati».

Upon that windswept bookstall, Hugo Pratt saw the books bound in red canvas—with front board and spine stamped in black letters under illustrated dustjackets—of the «Romantica Mondiale Sonzogno», where in the late Twenties and in the first half of the Thirties of the last century were published the Italian translations of quite a few novels by James Oliver Curwood, including Isobel: A Romance of the Northern Trail (1913)—whose excerpt is prefixed as inscription for «To Isobel, or How You Do Not Want To Write a Poem»—which appeared in 1931, and Philip Steele of the Royal Northwest Mounted Police (1911), which was printed two years after, while the Zane Grey’s trilogy of Lewis Wetzel, that Pratt loved so much, found its way into print between 1932 and 1933.






In more than one occasion, Mr. Pratt stated his admiration for Curwood.

«Io invece sono figlio di quella letteratura popolare da feuilletton che molti rifiutano, come quella di Zane Grey, che è arrivata da noi attraverso la Romantica Sonzogno.»

«È chiaro che James Oliver Curwood è figlio sia di Kipling che di London. I suoi libri—il più noto dei quali è Kazan—hanno spesso come sfondo il Grande Nord. Sono molto facili e si possono leggere in una giornata, cosa che facevo durante la guerra. A quell’epoca, credo di aver letto quasi tutti i suoi libri […]. Il suo libro che preferisco è Le Pianure di Abraham, che lessi quando avevo nove anni nella collana “Romantica” dell’editore Sonzogno. Questo libro è stato una delle mie fonti […], e mi sono occupato poi della riedizione italiana, nel suo testo integrale, e poi di quella di Black Hunter, altro titolo introvabile.»

Indeed, to see to it that Curwood was known anew in Italy, he promoted the reissue of two of his novels set at the time of the French and Indian War. In his preface to the new Italian translation of Black Hunter, he recalled images stirred by memories of Curwood’s novels—«canoe dalle silenziose remate sulle trasparenti acque degli immensi laghi canadesi, lunghe camminate sul “sentiero del pino solitario”»—and called forth the writer himself, who «tra una notte e l’altra sotto la costellazione dell’orsa maggiore, alla luce della lampada a petrolio, sotto una pioggia di foglie rosse all’epoca della breve “estate indiana” (quando non ci sono le zanzare), scisse [sic] gli appunti che servirono per il suo “Cacciatore nero”. […] Curwood non cercherà mai di essere un grande scrittore dallo stile ricercato, squisito e pulito, e sicuramente ci furono e ci sono romanzieri più robusti e capaci, ma non ci sarà più nessuno che scriverà con un senso tanto profondo e quasi religioso della natura e dell’animo gentile del vagabondo solitario».
















Quotations, in order of appearance, are from the following books…

Alberto Ongaro, Un romanzo d’avventura, Milano, Mondadori, 1970, pp. 241-242.

Hugo Pratt, a cura di Vincenzo Mollica e Mauro Paganelli, Montepulciano (SI), Editori del Grifo, 1980, p. 51.

Hugo Pratt, Il desiderio di essere inutile: Ricordi e riflessioni, Interviste di Dominique Petitfaux, Roma, Lizard Edizioni, 1996, p. 205.

Hugo Pratt, «Presentazione», in James Oliver Curwood, Il Cacciatore Nero, Montepulciano (SI), Editori del Grifo, 1990, pp. 5-6.








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