«Più tardi, mentre stormi di corvi e di avvoltoi volteggiavano»… (Il Manoscritto, 5)
Più tardi, mentre stormi di corvi e di avvoltoi volteggiavano sui luoghi dove giacevano i cadaveri dei due scorridori, e la carovana deviava verso il poggio che avevo indicato, scoprimmo che una terza spia tonkawa ci era sfuggita e si era accorta che la sorpresa era ormai fallita: l'intera banda, coi fratelli Darke alla testa, arrivò alla carica, urlando, per tagliare la strada ai viaggiatori, i quali arrivarono al poggio e nel frattempo furono raggiunti da Paukisa e da me.
In pochi minuti di galoppo furioso, urla di sfida e di dolore, polverio ribollente, esploder di fucilate, fiorire di dense nubi di polvere pirica e scintillar di sangue, la carovana salì buona parte della china del colle, i Tonkawa le si avvicinarono pericolosamente, e furono fermati da una scarica micidiale degli Shawnee appostati nel boschetto in cima al poggio. La seconda carica dei nemici fu subito respinta e la carovana giunse al riparo degli alberi.
Tre Tonkawa erano rimasti sul terreno, ma un cacciatore bianco era ferito a una coscia, un ragazzo, due anziani shawnee e io stesso avevamo ferite lievi, e l'amico che non avevo ancora conosciuto era ferito a morte.
Convinti di trovarsi a distanza di sicurezza, gli assassini e i loro alleati si fermarono a più di duecento yarde dal boschetto. Paukisa ed io ci scambiammo un'occhiata d'intesa e ricaricammo i fucili. Era difficile sparare dall'alto verso il basso a quella distanza, e purtroppo gli altri Shawnee non potevano imitarci, poiché non erano armati di fucili eccellenti come gli Hawken che abbiamo io e Paukisa. Dopo aver mirato con la massima attenzione, facemmo fuoco. Caddero fulminati un Tonkawa, che sembrava essere il condottiero, o comunque un guerriero prestigioso, ed Ezra, il più giovane dei Darke, il più vicino e il più visibile nel gruppo.
Ciò bastò per convincere i nemici che non conveniva affatto sfidare i nostri fucili sui versanti nudi del colle: senza esitare, essi raccolsero i loro caduti e si nascosero in un boschetto giù nella pianura, a discutere una tattica. Pensammo che con ogni probabilità avrebbero risolto di aspettare la notte per avvicinarsi furtivamente, o forse avrebbero scelto persino di rinunciare, giacché avevano già subìto parecchie perdite e non potevano più contare sul vantaggio del numero per annientarci. I Tonkawa sono un popolo poco numeroso, che dispone soltanto di alcune centinaia di guerrieri in tutto.
Comunque, decidemmo di attendere, mantenendo il vantaggio e il riparo che ci erano assicurati dal boschetto, dal colle e dalla superiorità delle nostre armi.
Coperto dagli altri guerrieri, Paukisa scese ad accertarsi che i nemici caduti sul versante durante la scaramuccia fossero morti, e poco dopo tornò con tre scalpi sanguigrondanti alla cintura.
(Continua)