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Publié par Alessandro Zabini

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Comprimere o dilatare nel metro, scandire nella rima
Chiudere nella verosimiglianza, nella psicologia, nel parlato
Ordinare nel tempo, concatenare nelle cause
Nessuna macchina a vapore nel medioevo

Rispettare grammatica e sintassi
Applicare la retorica

i confini, arbitrio e capriccio
Non più.
Hegel: completa libertà nei confronti dei materiali,
senza costrizioni formali;
Estetica.
Nessuna trasgressione.

Laconica e logorroica ripetitività,

affermare, negare, ritrattare

Nessuna incertezza.
Non distinguere, non scegliere.

Non fatica
esaltazione, disorientamento.
Emergere.
Ebbrezza e stordimento.
Occhio di Zoltec per respirare,
per riaffiorare lentamente, faticosamente, lottando,
dall’oscurità delle sabbie mobili di tutto quello che non è trasgredito,
bensì abolito.

Uscire dalle sabbie mobili

null’altro.

Nessuna luce.

Altra oscurità, non densa, non vuota
immagini, voci
Solo con i morti e i morituri,
isolato dal mondo, portavoce dei morti
Nestore,
ma non come Nestore,
senza più verità né saggezza.


Call
«Il buio, il nero, deve essere inteso letteralmente come il risultato, il contradditorio compimento, l’esito estremo, necessario e ineluttabile, della scrittura», ma anche «la sua condizione di possibilità», ovvero «il vuoto senza soggetto né oggetto, il vuoto letterale dell’enunciazione gratuita, impenetrabile incomprensibilità.» (Riccardo Campi, «Favole per dialettici: Allegoria e modernità», Milano, Mimesis, 2005, pp. 87, 88, 94, 99.)


 

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