Before The Battle
Questa è la differenza che appare più evidente: qui non vi sono montagne. Ovunque il cielo è sempre aperto e incombente, bassissime scivolano le grigie nubi, il vento soffia senza posa, e spesso piove. Indubbiamente l’antico dio delle tempeste ancora si aggira per queste distese e guarda l’oceano, verso la grande isola remota, e la vede.

Nessuna persona, qui, dove antichità colossali giacciono in riposo: soltanto armenti, e voli radenti di grandi volatili calmi e sogguardanti. Le pecore e le vacche sono pacate. Affiorano pozze d’acqua tra l’erba, e laghi, brume occidue, cespugli e boschetti sparsi. Non persone, poche cose: soltanto, fortunatamente, vegetazione e ondulazioni come di alto oceano tranquillo che batte a ritmo secolare, anch’esso denso di presenze, segreti, antichità.
Ricordo… La terra dei barbari… Camminare con le scarpe slacciate… Solitudine muta e sicura…