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Crevice Weeds

Writings—«waifs of many a wreck»—motley and fragmentary writings—sketchy and faulty—failed, perhaps—unconfined—along the borders, upon the thresholds and into the chinks of literature, «as foam that the sea-winds fret»…

Apparitions Crossway

Alessandro Zabini
Apparitions Crossway
Apparitions Crossway

July 15 and 16, 1975 Connectedness July 2, 1975 July 3, 1975 July 10, 1975 Day of the Bull: A Forewarning (August 15, 1975) Out of Otherness (August 15, 1975) Meeting With A Stranger (March, 1976) «Cosa ho veduto?» (Cora.I) «Le fronde cupe di un salice»… (Cora.II) «La chioma dai riflessi viola»… (Cora.III) «Nella morte»… (Cora.IV) «Ho cercato»… (Cora.V) «Sono tra le fronde»… (Cora.VI) «Poco prima di trovare Cora»… (Cora.VII) «Mi era sempre piaciuto»… (Cora.VIII) «Domeniche pomeriggio invernali»… (Cora.IX) «Paiono riavvicinarsi, ora»… (Cora.X) «Osservo la fotografia»… (Cora.XI) «Impossibilità»…...

«La chioma dai riflessi viola»… (Cora.III)

Alessandro Zabini

La chioma dai riflessi viola ondulava intorno al viso di un pallore cupo. I lineamenti erano pietrificati dalla sofferenza, angoscia, orrore, e più ancora da un’ombra armoniosa di bellezza che ne rammentava la vita: tuttora mi pervadono allo smarrimento, annullando il pensiero. Non la dimentico. Nella morte, dall’acqua torbida e luccicante… Le fronde cupe di un salice… Apparitions Crossway

«Le fronde cupe di un salice»… (Cora.II)

Alessandro Zabini

Le fronde cupe di un salice si curvavano sulla corrente opaca. Si udivano rumori lontani. L’acqua verde sommergeva le stelle riflesse. Attraverso i rami ho visto galleggiare una foma pallida. Affioravano le rotondità di un seno. Le foglie sfioravano una fronte e una spalla. Era una donna, catturata dalla vegetazione umida, accarezzata dalla corrente, e intorno il sospiro dolente dell’'acqua e delle piante, brume sparse nell’aria, frementi di lacrime minuscole, soffuse di biancore, specchio mutevole di bellezza e di terrore… Il luogo di un disastro… La chioma dai riflessi viola… Cosa ho veduto?...

«Cosa ho veduto?» (Cora.I)

Alessandro Zabini

Cosa ho veduto? Camminavo lungo il canale, nell’oscurità di gelo. Le sfere opalescenti dei lampioni palpitavano nella nebbia vaporosa che immalinconiva ogni cosa. Ricordavo… Relitti nel risaccare della memoria… La Baia dei Trapassati… I cadaveri degli annegati che rotolano nella risacca… La voce dell’acqua… Echi dalla strada, non di passi… Gli alberi, sulla riva opposta, incombevano foschi nel grigiore. Ero solo. Ho attraversato un varco nella siepe imperlata e scura. Ho indugiato sul lembo di prato che precipitava nel canale. Le fronde cupe di un salice… Apparitions Crossway

Against the Encroaching Nothingness

Alessandro Zabini

the teaching was remembered and the fight was fought the demons were dispelled and regained was the smile within living lights and teachings the Spring Dances were kept within bestowing strength should the demons come back

Inside Change

Alessandro Zabini
Inside Change
Inside Change

like breath your words inside me flow as I read beneath the dim moonlight like breath they swell my breast ablaze

Old Sayings

Alessandro Zabini

… of some thirty lines once written only the following unwitting excerpts are extant … his love story the love life he wished for the love life of which he dreamed of the life of which he dreamed of and down into his dreams there she was—though then the greatest fortune was for another one —waning love—though on him were bestowed perhaps her love’s rays of light —and she was poetry and as she said he had nothing more than a vast soul and it was enough (Early Spring, maybe, 1979)

Rue Jules Verne, Parigi (Call and Response) (III)

Alessandro Zabini

In una stanza abbandonata una stanza impotente una stanza deserta desolante di notte in una piazza abbandonata dalla gente impaurita identica rassegnazione una piazza periferica nella notte d’estate disertata anche dai bambini e dall’eco delle loro grida.

Rue Jules Verne, Parigi (Call and Response) (II)

Alessandro Zabini

Vi furono vetri spezzati, vi si lacerarono le carni drammatiche del vento. La stessa creatura, forse fuggendo, ruppe i vetri della finestra contigua e il vento di anni che sembrano già lontani, il vento della medesima sofferenza, sanguinava contro cocci triangolari e ammoniva. Vi furono colori multiformi, frontiere d’acquitrini— i tuoi occhi— tempo d’ogni giorno. E sempre il vento e l’ombra misuravano il tempo, il sole portava riflessi come grate di gioia alloggiata là fuori, incurante degli agguati— quella che si sarebbe dovuta cercare.

A Second Notice to Web Surfers

Alessandro Zabini
A Second Notice to Web Surfers
A Second Notice to Web Surfers

From now on, images will be added regularly to every article, from the first onward… Would you take a look? http://crueltyinspain.webnode.com

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