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Crevice Weeds Writings—«waifs of many a wreck»—motley and fragmentary writings—sketchy and faulty—failed, perhaps—unconfined—along the borders, upon the thresholds and into the chinks of literature, «as foam that the sea-winds fret»…

«Come sai, fratello, il mio nome shawnee»… (Il Manoscritto, 2)






Come sai, fratello, il mio nome shawnee è Colui Che Si Libra, e appartengo al clan di Pelaathee, il Falco. Per via del mio nome, esiste affinità fra me e il Falco: abbiamo le stesse debolezze e le medesime qualità. Ebbene, per alcuni giorni incontrai spesso il Falco, che si librava alto nel cielo. Più volte, col suo volo e con la sua voce, esso mi avvertì che l'orrore vagava e si nascondeva nella regione.

Un giorno, ripercorrendo a cavallo il tragitto della mia ultima caccia, non trovai le prede che avevo lasciato nascoste, appese agli alberi, per sottrarle ai lupi. Capii subito che erano state rubate da alcuni Bianchi, perché nessun cacciatore indiano rubava mai la selvaggina di un altro. Inoltre, sentii che lì era passato l'orrore. Non tardai a trovare le tracce di tre Bianchi e due Indiani Tonkawa. Quantunque la scia dell'orrore fosse molto forte, pensai che fosse stata lasciata soltanto dai cannibali che il mio popolo aborriva, e seguii le orme, che erano vecchie di un giorno.

Il mattino successivo, nel silenzio e nella immobilità della wilderness, costeggiando un ruscello chioccolante nell'ombra di un bosco, giunsi a un laghetto limpidissimo che rifletteva un azzurro pezzo di cielo incorniciato di fronde, e vidi la luce dorata dell'autunno cadere nell'aria mite sulle erbe schiacciate del bivacco a cui mi avevano condotto le orme di quei cinque, e vidi i resti anneriti e la cenere quasi fredda del fuoco, e nella cenere vidi le tibie, i femori e gli omeri di un uomo, e infine, percosso dall'orrore, vidi sul fondo ghiaioso del laghetto quello che restava di un corpo squartato, col ventre svuotato delle interiora e pieno di sassi, e riconobbi il viso di un giovane cacciatore shawnee la cui famiglia aveva costruito la sua capanna in una zona non lontana dalla mia.

Il gelo che mi paralizzava fu sciolto dal pensiero delle famiglie che erano rimaste indifese alle capanne, mentre i guerrieri erano a caccia e l'orrore vagava nelle praterie e si nascondeva in agguato nei boschi.

Fratello! Il modo in cui i poveri resti del cacciatore erano stati affondati nel laghetto ti ha forse rammentato i fratelli Harpe, i pazzi assassini che anni or sono massacrarono senza ragione decine di persone innocenti in Kentucky e in Tennessee, escogitando proprio questo metodo per far scomparire le loro vittime nei fiumi. Come forse saprai, altri assassini, negli anni successivi, li hanno imitati. Alla vista dell'orrore nel laghetto, rammentai Zachariah Darke e i suoi due fratelli, Ezra e Asa, i quali, nel corso dell'ultimo anno, dopo aver diffuso l'orrore lungo la sponda occidentale del Mississippi, si erano spinti sempre più ad ovest, nelle Pianure, derubando, massacrando, e imitando il metodo dei fratelli Harpe per sbarazzarsi dei cadaveri. Già in almeno due casi avevano divorato le loro vittime. Uccidevano con crudeltà, per pura sete di sangue, senza riguardo per donne e bambini. Erano imprendibili: ogni volta, dopo un crimine, sembravano scomparire nella wilderness, e tuttavia tornavano sempre.  Da alcuni mesi, dopo una strage nella regione del fiume Saline, non si era più avuta notizia di loro né di crimini che si potessero attribuire a loro. Ma infine sembrava che fossero ricomparsi, più ad occidente di quanto fossero mai giunti. Probabilmente si erano nascosti nel territorio dei Tonkawa, dove, a quanto pareva, avevano trovato alcuni seguaci.

Gli assassini si erano addentrati nel nostro territorio di caccia, ripercorrendo a ritroso le tracce del cacciatore che avevano ucciso. Seguii le orme soltanto per un tratto, fino a quando ebbi la certezza che erano diretti alla capanna della loro vittima; quindi presi una scorciatoia allo scopo di precederli.

Purtroppo, non riuscii a colmare lo svantaggio. Quando arrivai alla capanna, trovai i resti di un altro fuoco con ossa umane spolpate fra le ceneri, e le spoglie parzialmente divorate della moglie e del figlioletto del giovane cacciatore ucciso, gettate nel torrente vicino con i ventri pieni di sassi. Il sangue era dappertutto: la ragazza si era difesa, ma era stata violentata e seviziata. Le balle di pelli di cervo erano state rubate. La capanna era stata devastata ma non bruciata, per non attirare subito l'attenzione. Gli assassini si erano dileguati, cancellando le tracce, e conservavano il loro vantaggio di un giorno.






(Continua)






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